domenica 28 dicembre 2008

Presepe

Si leggeva su un quotidiano di martedì 23.12.2008 che il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna ha regalato ai colleghi di governo un presepe, commissionato a un artigiano di San Gregorio Armeno, in cui le statuine di terracotta riproducevano le sembianze di ciascun ministro.
Non ci soffermiamo sul livello di kitsch del regalo. Altri interrogativi ci assaliscono. Ad esempio, che posto sarà spettato al Premier: l'angelo annunciatore, il bue o direttamente il Padre Eterno che è nei Cieli?
E alla Carfagna stessa: lavandaia o Vergine Maria?
Costanza

martedì 23 dicembre 2008

shopping

Natale di crisi.
Meno male che a dare un po' di fiato all'economia ci pensa Vittoria Beckam facendo shopping in Via della Spiga a Milano.
Costanza

giovedì 18 dicembre 2008

USCITA LIBRO!

Ci sono molti che sono stufi di sentir parlare e sparlare di Mara Carfagna.
Hanno ragione.
Dai pettegolezzi e dalle maldicenze siamo tutti assediati, annoiati, disgustati.
Ma anche su un simile argomento si può parlare senza scivolare nella banalità del gossip.
Ho provato a dimostrarlo nel mio pamphlet

Niente di personale contro Mara Carfagna.
Brevi considerazioni su una soubrette diventata Ministro

che, qui lo annuncio ufficialmente, è disponibile da oggi in molte librerie, sul sito dell'editore Discanti e naturalmente anche su IBS.

Tra la chiacchiera e l'indifferenza rimane pur sempre la terza via della riflessione.
Buona lettura!
Costanza

mercoledì 17 dicembre 2008

apolitica -- iperpolitica

Si dice che siamo in tempi di antipolitica, di crescente astensionismo, di apatia e addirittura insofferenza verso la politica.
In compenso cresce il numero delle persone di spettacolo attratte dalle stanze e dai ruoli del potere.
Il marito di una soubrette, a sua volta animatore di spettacoli dispendiosi ed emblema di mondanità, Flavio Briatore, non nasconde l'interesse. In novembre è stata la volta di Valeria Marini (La Stampa 3.11.2008). Oggi siamo arrivati ad Alba Parietti.
Che i due fenomeni siano collegati? Che il disamore dei "normali" cittadini elettori sia acuito anche dal vedere all'opera una politica sempre più desiderosa di fare concorrenza al Bagaglino e al dopo Sanremo?
Costanza

domenica 14 dicembre 2008

giovani

Aveva suscitato polemiche perchè alla vigilia delle Olimpiadi cinesi aveva invitato gli atleti azzurri a boicottare la cerimonia d'apertura. Uno dei momenti più intensi nella vita piena di sacrifici di un atleta.
Oggi, e per la seconda volta dall'inizio del suo mandato, abbiamo avuto di nuovo l'onore e il piacere di riascoltare il parere del Ministro per le politiche giovanili, la trentunenne Giorgia Meloni. L'occasione gliel'ha fornita la probabile prossima introduzione anche in Italia della pillola abortiva Ru486. Limitandosi a ripetere il messaggio dell'Agenzia Italiana del Farmaco che ha dato il suo parere positivo all'uso della pillola a certe condizioni e appellandosi al buon senso delle donne italiane, ha dato davvero un contributo determinante.
Bello nominare ministri giovani. Sia che dicano cose scontate o inopportune, contano sempre allo stesso modo: come il due di picche.
Costanza

mercoledì 10 dicembre 2008

caput mundi?

Al termine di un viaggio di 21 giorni in Medioriente Silvio Berlusconi ha dichiarato: "«Ho visto che c'è una grande distanza tra loro e noi, poi tornando qui ho trovato un'Italia molto, molto provinciale che ha di sè una grande opinione, ma dobbiamo considerare che rappresentiamo appena lo 0,3 per cento delle terre emerse, lo 0,9 per cento della popolazione mondiale e l'1,9 per cento del prodotto mondiale. Siamo una piccola cosa, non la caput mundi che ha ispirato l'impero romano, e dovremmo imparare da altre realtà del mondo».
Però. Si vede che i viaggi fanno bene al nostro Presidente del Consiglio. Lo distolgono dai suoi sorrisi di ostinato ottimista.
Peccato non si sia accorto che l'opinione sull'Italia e sulla sua marginalità politica sia associata nel mondo anche alla sua figura di statista e non sia una variabile indipendente dal suo personale stile di governo.

lunedì 8 dicembre 2008

Cosmetica

Ho letto pochi giorni fa un'intervista a Nawal El Saadawi, medico e intellettuale egiziana, dissidente, attivista dei diritti umani e civili per il mondo arabo, docente negli USA, incarcerata in passato per la scomodità delle sue idee. Mi ha colpito il suo commento a riguardo a donne famose dell'Oriente: Susanne Mubarak, Moza del Qatar, Rania di Giordania e altre viste dall'Occidente come agenti di cambiamento. "Da egiziana che conosce il proprio Paese, dice Nawal, posso assicurare che non lo sono. Sono agenti dei mariti, figure cosmetiche messe lì per accontentare l'Occidente". (Il Venerdì di Repubblica, 14.11.08)
Poi ho pensato a quanto la politica italiana, e soprattutto i tradizionalisti conservatori tutti d'un pezzo di destra, amino circondarsi sempre più di queste "figure cosmetiche". Vuoi vedere che le forme voluminose di Ramona Badescu saranno determinanti nell'aiutare il Campidoglio di Gianni Alemanno a migliorare l'integrazione delle badanti romene o dei rom ammassati in baraccopoli abusive?

domenica 7 dicembre 2008

Questione morale

Silvio Berlusconi parla di problemi e questioni morali.
Degli altri.

Costanza

naufragi

Ci sono molte cose che nell'attuale Italia mi danno fastidio. Una di queste è dover vedere una presentatrice pur dotata e grintosa (anche troppo) come Simona Ventura eletta a musa della politica. Ormai l'Isola dei Famosi da spettacolo di popolarità riciclate sembra essere diventata la nuova tribuna per dibattere delle questioni politico-sociali di questo nostro sgangherato Paese. Il cambiamento sarebbe dovuto all'intuito della Simo a chiamare tra i naufraghi l'ex onorevole Luxuria, la quale con la sua partecipazione avrebbe guadagnato due meriti: richiamare l'attenzione (ma di chi?) su temi sociali anche in uno spettacolo che di impegno sociale ha ben poco e rompere il tabù dell'omosessualità. Sarà.
Per adesso gli unici risultati che io vedo sono una smania collettiva per quell'argentina sconfitta da Luxuria, ora invitata a ogni show e salotto tv; un'impennata di gossip perfino negli States per la vicenda tra la miliardaria e (l'ex?) playboy; una sinistra che scopre l'ebbrezza del reality dopo aver perso di vista la realtà delle sue enormi mancanze e che acclama alla Simo come a un nuovo "idolo rosso". Quando di rosso a me pare che la Simo abbia solo la chioma, e nemmeno le dona. Quanto ai tabù, è notizia di pochi giorni fa che la richiesta di depenalizzare l'omosessualità in sede Onu ha incontrato resistenze da parte di molti Paesi, non in ultimo il Vaticano.
Risultato: la sinistra non ha ancora capito di essere naufragata fuori onda e cerca penosamente il suo riscatto sul piccolo schermo. Mentre per tutti noi il naufragar non è più dolce in questo stagno di orizzonti corti, tabù ossificati e di nullità sempre più famose.
Costanza

sabato 6 dicembre 2008

Porno-tax

E' notizia di qualche giorno fa: l'Italia avrà la sua porno-tax.
Colpirà le scene di sesso esplicito, non simulato, propagandate su qualsiasi mezzo librario, cartaceo e virtuale. E la scelta dei soggetti sanzionabili spetterà al ministro della cultura Bondi.
Gli esperti del settore sono naturalmente seccati, i benpensanti si sentiranno al sicuro, i vescovi benediranno la misura, molti altri sono semplicemente scettici.
I processi alle intenzioni non si possono fare. Ma è il caso di dire che se la misura è di ordine puramente fiscale, forse non è malvagia, visto che il mercato è a dir poco florido e in tempi di crisi e coperte corte si gratta dove si può. Il sospetto irritante è che sia però, oltre a questo, una misura anche di ordine etico, un provvedimento moralizzatore volto a dare una raddrizzata pudibonda ai vizietti che fanno arrossire i padri di famiglia e finalizzato a punire le manie dei sessuomani, o dei repressi insoddisfatti, o semplicemente degli avventurosi. Insomma, una malcelata lezione di decoro pubblico. Del tutto in linea effettivamente con gli intenti moralizzatori e perbenisti dell'attuale governo.
Lasciamo da parte il fatto che, come fa notare Francesco Merlo su "La Repubblica" del 30.11.08, la misura non intacca quella forma di volgarità allusiva e sempre a sfondo sessuale che inonda le televisioni in prima, seconda e terza serata. Dimentichiamoci che viene emanata da un primo Ministro che, senza spiegarne i motivi, ama circondarsi di mini starlette molto vistose (e spesso in coppia) dagli sconosciuti meriti artistici e men che meno intellettuali. Non battiamo di nuovo il tasto della soubrette che ora firma proposte di legge per vietare la prostituzione in strada (perchè si vede e quindi offende il buon gusto). Su questo la migliore battura l'ha già avuta Tinto Brass, che sentita la notizia della porno-tax, non ha potuto trattenere un genuino: "O mamma mia, cos'è, un'altra poposta della Carfagna?". Non commentiamo l'inspiegabile decisione di tassare la pornografia ma non le scene di incitamento alla violenza.
A mio parere l'aspetto più inquietante di tutta la vicenda è soprattutto di tipo letterario.
Penso infatti al povero Bondi. Chissà quali poesie si metterà a scrivere dopo tutte quelle scene di sesso esplicito che dovrà sorbirsi per esercitare il suo dovere censorio...
Costanza.

mercoledì 3 dicembre 2008

Iva Sky

Tutti ormai lo sanno, l'Iva a Sky è stata raddoppiata e portata al livello del 20%. Non entro nel merito della vicenda: non ho gli strumenti, le conoscenze, le competenze per giudicare.
A dire il vero non so nemmeno di avere una televisione in casa. Vivo come se non esistesse, e mi sento benissimo.
Capisco l'azienda Sky che, per usare un eufemismo, non è contenta.
Capisco le famiglie che saranno colpite dall'aumento, e anche loro non saranno contente.
Non penso che sia contento Berlusconi per aver fatto uno sgambetto al concorrente delle sue aziende. Checchè tutti ne dicano, ritengo che questa volta il conflitto di interessi non c'entri.
Ma soprattutto penso che nessuno di noi possa dirsi contento perchè il capo dell'opposizione, nel tentativo di attaccare la decisione governativa, si lanci a difendere i diritti dei tifosi. Orbene, avranno anche loro i loro bei diritti, ma in tempi di crisi economica, sociale e solidale le loro non mi sembrano delle priorità. O davvero siamo nella repubblica del panem et circenses?
Nella dialettica democratica può anche essere giusto contestare a tutti i costi, soprattutto contro una tale maggioranza al governo.
Ma per il bene suo e nostro sarebbe bene che l'attuale opposizione dicesse, non dico qualcosa di sinistra, ma almeno qualcosa di serio.
Costanza.

venerdì 28 novembre 2008

Siamo una Nazione?

In Italia tutto è un buon motivo per litigare, discutere, accusarsi.
E meno male che siamo in un'era post-ideologica (o almeno così si dice).
Da noi tutto diventa un ottimo pretesto per dire di no in nome di sacri motivi di principio. In nome di ideologie da cui non ci siamo mai emancipati. Forse perchè mai veramente vi abbiamo fatto i conti.
Accusare l'altro delle sue mancanze o cattive azioni è più facili che scontare le proprie, dopotutto.
Dall'intitolazione delle strade al rifiuto degli Ambrogini. Dal caso (ridicolo se non fosse deplorevole) della vigilanza Rai all'ostruzionismo sulla concessione delle cittadinanze onorarie. Tutto va bene per fare un dispetto politico, per dire "te la faccio vedere", per gridare "visto che tu...allora io...".
A volte manca il buon gusto, altre volte il pragmatismo.
Sempre più spesso manca il buon senso, e il senso del decoro.
Fa bene lo storico Christopher Duggan nel suo ultimo libro "La forza del destino. Storia dl'Italia dal 1796 a oggi" (Laterza 2008 28,00 e) a chiederci se l'Italia è davvero una Nazione. All'avvicinarsi dell'anniversario del 2011, in cui celebreremo i 150 di fondazione dell'unitario Stato italiano, c'è il rischio che ancora ci si chieda "Che cosa si celebra?" e che al nostro scomposto, iroso chiacchiericcio ancora non corrisponda una reale coscienza nazionale, ossia la consapevolezza di interessi e valori condivisi e validi indipendentemente dall'avvicendarsi di personalità e governi.
Costanza


giovedì 27 novembre 2008

mercoledì 26 novembre 2008

Niente di personale

Era il pomeriggio di una giornata di maggio.

Radiosa, luminosa, leggera.
La notizia giunse improvvisa, poco dopo le 17.
Insediamento del quarto governo Berlusconi.
Assegnazione dei ruoli e giuramento dei Ministri.
Mara Carfagna Ministro.
In posa. Radiosa, luminosa, leggera.
E l’umore si rannuvolò.
Com’era possibile?
Come poteva succedere che una giovane donna ascendesse a una delle più alte cariche politiche di un Paese democratico e repubblicano, quando fino a due anni prima animava i balletti dei programmi televisivi di intrattenimento e si era fatta conoscere per nient’altro se non alcuni scatti osé?
Confesso che non la presi bene. Lo trovai assurdo, indecoroso, ridicolo.
Ci dormii su. Ma il giorno dopo la Ministra era ancora là.
Era davvero possibile.

Ritornai ai miei lavori ma il pensiero mi punzecchiava, mi ronzava intorno.
Sentì una voce amica che mi suggerì di provare a mettere quei pensieri su carta, tanto per non tenermeli tutti ingolfati dentro.
Pensai: la solita terapia dei grafomani. Ma intanto provai.
Presi metaforicamente una penna (che al giorno d’oggi vuol dire aprire un file di word) e cominciai a scrivere.
Un tasto dopo l’altro le parole di srotolavano, i pensieri rimbalzavano, notai che gli spunti si moltiplicavano. Cominciai anche a prenderci gusto.
Il giorno dopo ricominciai da dove ero arrivata e così il giorno dopo ancora, e ancora e ancora. Fino a che mi ritrovai tra le mani un piccolo libretto.
Chi l’avrebbe mai detto.

Andai dalla mia voce amica e chiesi se lo voleva leggere. Accettò e le piacque.
Era già un buon segno.
Poi ripresi il mio cammino di studio e lavoro, il libretto riposò.
Finché l’eco arrivò in Romagna, dove il libretto trovò un editore. Discanti.
Il libretto adesso è un libro vero. Uscirà a breve, proprio in coincidenza con il compleanno della nostra Ministra (18 dicembre).
Si chiamerà:

Niente di personale contro Mara Carfagna.
Brevi considerazioni su una soubrette diventata Ministro
.


Non tema la nostra Mara. Non ci sono pettegolezzi né false insinuazioni. Né tantomeno illazioni e insulti. Solo riflessioni a voce alta su un evento che rimane scandaloso, nonostante sia vestito del suo bel sorriso.
Sulle sue possibili cause e le sue probabili conseguenze. Sul significato di una simile investitura ministeriale nell’Italia di oggi, lasciata in pasto alla legge dell’audience, all’incoltura della prepotenza e al cinismo dei dilettanti.
Sono considerazioni a voce alta che mi propongo di condividere con coloro che, come me, desiderano e sperano che un’altra politica sia possibile, e con essa anche un altro modello di femminilità.
Costanza