lunedì 4 ottobre 2010

Università che sorpresa!

Angelo Panebianco firma un editoriale sul Corriere di oggi in cui rimprovera al governo la brutta figura che sta facendo di fronte al Paese spostando il calendario di discussione della Riforma Gelmini per l'Università, correndo così il rischio di rimandarla alle calende greche e di fatto affossarla. Sarebbe un tradimento di fiducia, commenta il giornalista, verso i rettori e i professori che aspettano con interesse la riforma, e anche verso il mondo produttivo e imprenditoriale, che aspetta laureati migliori e più qualificati di quelli attuali. Soprattutto sarebbe un segnale di pessima politica, perché significherebbe che la classe politica e di governo si disinteressa dei problemi veri del futuro del paese (di cui scuola, formazione, ricerca e università sono gli ingredienti essenziali) e pensa solo ai litigi, ai dissidi personali, alla conta dei numeri, alla beghe di partito. 
Ora, ammirevole che ci si lamenti, che si richiami il governo alle sue responsabilità. 
Ma evitiamo per favore quel tono mansueto e scandalizzato, come se fosse una sorpresa inaspettata che all'università non viene data la priorità che merita.
Forse che il dottor Panebianco non ha ascoltato l'intervento milanese di Berlusconi?
Di Università e ricerca c'era ben poco, era tutto incentrato su giustizia e magistrati. L'unico tema che davvero gli sta a cuore e per il quale è disposto a tutto: polemizzare, insultare, offendere, cercare il dissidio invece della riconciliazione, creare l'emergenza al fine di mettersi al riparo. E infine ritardare ancora di più il cammino di modernizzazione di questo Paese sempre più provinciale e sfiduciato.
Costanza Alpina 



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