mercoledì 7 ottobre 2009

Barabba

In queste ore la Consulta, il più alto organo giuridico dello Stato italiano, sta decidendo sul destino politico e giudiziario di Silvio Berlusconi.
Nelle stesse ora un Ministro della Repubblica, capo di uno dei partiti di governo (probabilmente il più influente), minaccia di "trascinare la piazza" e si richiama alla "volontà del popolo", nel caso in cui il Lodo Alfano venisse bocciato.
L'appello al popolo viene fatto valere come reazione e giusto contrappeso al verdetto della Corte, tutrice del diritto e garante della conformità delle leggi ai dettami della Costituzione, sulla quale si regge (o dovrebbe) l'intero impianto di uno Stato e a cui ogni cittadino onesto, a maggior ragione i suoi rappresentanti, dovrebbe quindi guardare con deferenza. E invece quei principi vengono visti come ingombranti, polverosi, addirittura ingiusti, se si pronunciano contro la volontà del Premier, equiparata in automatico a quella del popolo.
Uno Stato che rinnega i suoi principi fondanti per bocca dei suoi uomini non è solo più uno Stato malato: è uno Stato fasullo, decrepito, marcio.
E anche senza memoria, perchè dimentica troppo spesso che già tanti anni fa, tra Barabba e Gesù, il popolo scelse a gran voce Barabba.

3 commenti:

  1. E ti sei perso il più bello se non hai visto ballaro' di ieri sera. Ho il braccio indolenzito per i pizzicotti che mi sono dato per svegliarmi dall'incubo. Un ministro della Repubblica italiana (Bondi per non fare nomi) che ha passato la serata a difendere Berlusconi e la Fininvest per i 750 milioni di euro ai quali il giudice li ha condannati. Pero', non perdiamo speranza: dopo un'oretta, Franceschini si è svegliato ed ha fatto la domanda: "cosa c'entrava il ministro con la fininvest e la mondadori?". In una democrazia normale, niente. Sotto il regno di Silvio primo,tutto. I ministri sono soltanto i dipendenti della società Italia srl (società a rispettabilità limitata)che Silvio si è comprata dopo aver corrotto gli elettori col beneplacido dell'opposizione. Eravamo vicini al baratro. Ma ogni giorno facciamo un bel passo avanti. La cosa la più grave che vedo è appunto il fatto che oggi nessuno puo' fermarsi per non perdere la faccia.Oppure?

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  2. Biancosilvio e i sette lodi


    C’era una volta una delicata fanciulla che si chiamava Biancosilvio. Era molto graziosa, ed aveva un animo cristallino ed onesto. Purtroppo la bella Biancosilvio aveva una matrigna, da tutti conosciuta come la Strega dal Cuore di Pietro, così cattiva, e talmente gelosa dell'ingenuo candore della piccola, che un giorno ordinò spietatamente alla sua fedele Guardia di Finanza di farla fuori, con tutti i mezzi, leciti o illeciti che fossero.

    La fedele Guardia portò allora Biancosilvio nel bosco, ma, colpita dalla purezza della bambina, non ebbe il coraggio di ucciderla. La abbandonò là, fiduciosa che tanto la magistratura avrebbe pensato a tutto.

    La povera Biancosivlio vagò per ore e ore, e giorni, poi ala fine trovò asilo presso una casetta, un piccolo palazzuccio: si chiamava palazzo Chigi. Entrò, e le piacque molto. Esso era custodito da sette creature magiche che rendevano praticamente invulnerabili chi vi abitava, i sette lodi: Coprilo, Prescrivilo, Assolvilo, Proscioglilo, Immunizzalo, Risarciscilo e Santificalo. Imbattibili.

    Quando la Strega dal Cuore di Pietro seppe che Biancosilvio era ancora in circolazione andò su tutte le furie e decise di metterla a tacere per sempre a qualsiasi costo. Per prima cosa le sguinzagliò la magistratura, ma intervennero il lodo Prescrivilo e il lodo Immunizzalo e la neutralizzarono. Allora la perfida strega ci riprovò con un piano ancor più diabolico: le mandò una escort travestita da badante che l’avrebbe aiutata nelle faccende di casa. Anche in questo caso i fidi lodi Coprilo, Risarciscilo e Santificalo intervennero in suo aiuto e Biancosilvio restò al sicuro nella sua dimora chigiana.

    Alla fine però la strega mandò un suo piccolissimo e quasi invisibile infiltrato, il nano Intercettalo, che finalmente incastrò Biancosilvio e la spedì immediatamente in gattabuia con un volo di stato, per il resto dei suoi giorni.

    Avendo sentito la storia di Biancosilvio, il nobile Principe Alfano, meglio conosciuto come l’Angelino Azzurro, per via del suo sguardo ceruleo, e nonché creatore dei magici lodi, decise di intervenire per liberare la fanciulla ingiustamente detenuta. Con i due ultimi fidatissimi lodicini, Assolvilo e Proscioglilo, liberò Biancosilvio dalla prigione e la ricondusse con sé a palazzo Chigi.

    I due si innamorarono, si sposarono e vissero per sempre felici e contenti. Dalla loro unione nacque la bella Noemi, che in un momento di estasi poetica chiamò la mamma “Papi”, usando il plurale maiestatis, ed elevandola al SS. Soglio Pontificio, sancendone l’ultima, eterna, definitiva santificazione.

    gramigna

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  3. Caro Thomas: anch'io mi dico sempre che bisogna toccare il fondo prima di poter risalire. Il problema è che il fondo sembra essere continuamente al piano di sotto... La fantasia dei nostri politici-politicanti sembra non aver limite, come la loro sfacciataggine.

    E a proposito di fantasia, cara Gramigna, la storiella è deliziosa, e come in tutte le storie argute, non si sa mai dove finisce l'immaginazione e dove inizia la realtà. Purtroppo.
    Grazie di esserti unita al mio blog. Ti saluto caramente, e spero di risentirti su queste pagine.
    Costanza Alpina

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