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martedì 15 febbraio 2011

Era il 2008...

A maggior ragione ora che Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio anche per prostituzione minorile, si fa tanto parlare di donne, corpo, e politica. Siamo nel 2011. Eppure già tre anni fa, nel 2008, si scriveva così: 
L'eclatante nomina [di Mara Carfagna a Ministro], più che essere un segno dell’avanzata delle donne nella società e nei ruoli che contano, dell’accrescimento della loro presenza e autorevolezza e del potenziamento della loro consapevolezza anche politica, si dimostri una prova della progressiva conversione della politica in spettacolo mediatico. O se vogliamo essere ancora più eloquenti: della decadenza della politica a fenomeno di spettacolo, a sistema di spettacolarizzazione coatta. Stesse logiche, stesse regole, stesse priorità.
[...]
La sua storia, dagli esordi alla gloria del momento, e proprio nel suo svolgersi mediante un passaggio a mondi ed esperienze diversi da quelle di origine, cioè dallo spettacolo alla politica, corporeizza la concezione che questo governo ha della donna. 



[...]
E' quantomeno sintomatico che una ex show girl venga nominata gerente italico dell’alto valore della parità. L’atto in sé, senza riferimenti alle competenze che Mara certamente sarà in grado di dimostrare, denota con chiarezza, anche se sottile, quale impari concezione della donna sia dominante in quella parte politica. La quale battezza a garante del principio dell’equità tra generi una donna che nel suo genere aveva raggiunto l’apice del successo: è la celebrazione della donna tutta corpo e curve, della donna regina dell’esibizione e del divertissement leggero, subalterna e dipendente, se non altro dall’immagine meticolosamente confezionata per vellicare l’orgoglio macho dell’uomo spettatore. Ecco perché sulla seggiola delle Pari Opportunità la bella Mara si trova perfettamente nel suo elemento. Dopotutto non ha avuto proprio lei l’opportunità di mettersi alla pari con il genere maschile? Naturalmente, ça va sans dire, in misura proporzionale alle indiscutibili diseguaglianze di genere. Un simile talento va additato ad esempio. E dunque via, reverenza al Ministro.
Evviva evviva, ripetiamo in coro, a ciascuno il suo.
Per il bene di tutti.
Soprattutto degli uomini.
[...]

La nomina di Mara Carfagna a Ministro della Pari Opportunità è come una vittoria di Pirro delle donne italiane: fittizia, inconsistente, addirittura controproducente. Certamente simbolica, ma di un simbolismo rovesciato. È come un contentino elargito con tenerezza, non lo si mette in dubbio, ma in fondo anche con una buona dose di compassione e ben nutrito autocompiacimento. Significa nominare una donna per omaggiare il maschilismo.



Costanza Alpina

martedì 8 febbraio 2011

Donne


Certo che ci saremo. 
Con l'animo, la testa, l'intento, le buone intenzioni. Certo che ci saremo alla giornata di mobilitazione delle donne indetta per domenica 13 febbraio 2011.
Come non potremmo?

Siamo state tra le prime a individuare il problema, a denunciarlo, a dire che non erano casi singoli ma un vero e proprio sistema di potere. Abbiamo profetizzato ciò che i mormorii delle intercettazioni lasciano ora trapelare: che cioè il caso di una soubrette diventata Ministro in un battibaleno avrebbe fatto scuola e sarebbe stato preso da esempio. Abbiamo patito pubblicamente per la dignità ferita delle donne, per quelle "vittorie di Pirro" annunciate tra lo scintillio di riprese televisive e sorrisi (talvolta rifatti) da copertina. Avevamo sollevato il problema del merito e della corrispondenza tra donna e corpo, tra femminilità e potere. Avevamo, avevamo...
Poi sono venuti gli scoop sul "velinismo", le euro-candidature, il "ciarpame" dell'imperatore e gli harem del "sultano", poi ancora Noemi e le farfalline pendenti, le feste in Sardegna e quelle di Arcore, i condomini di Milano e le candidature regionali, e infine, come una ciliegina sulla torta, il caso di Ruby (e le altre).

E ora è venuto quindi il momento di indignarsi, di mostrare pubblicamente la propria indignazione, di invitare tutte a indignarsi. 
Così si scrive, così si dice. Ed è giusto sia così. La libertà d'opinione è stata guadagnata anche e soprattutto per far valere istanze collettive legittime e diffusamente sentite contro l'arroganza dei numeri, contro l'apparato del potere, contro, anche, la prepotenza, o la stupidità, degli uomini.
E quindi avanti donne, alla riscossa. Ma di che cosa? cosa abbiamo da conquistare se non saranno gli uomini i primi a comprendere il senso della nostra protesta, del nostro orgoglio? cosa abbiamo da ri-conquistare se gli uomini continueranno a vedere in noi dei corpi, o sennò a guardarci come aliene inacidite se non corrisponderemo facilmente alle loro pulsioni? cosa abbiamo da vantare se non saranno anche gli uomini a pretendere la dignità delle donne?

Ha ragione Maria Nadotti a esprimere perplessità (anzi, dissenso) di fronte all'appello alla mobilitazione. C'è il rischio che si generi una moralistica  contrapposizione tra donne per bene e donne per male, donne vere e "quelle altre", tra angeli del focolare e ragazze a ore, tra anime e corpi. 
Non è di un nuovo moralismo che abbiamo bisogno: soprattutto perché il moralismo è sterile riguardo alle nuove generazioni, che sono quelle più ribelli ma anche più vulnerabili, quindi più bisognose di poche, buone regole e tanti, ottimi esempi.

Per questo è giusto rendersi visibili, far sentire la propria voglia di una buona, decente politica, il desiderio di una nuova aria etica, la propria insofferenza per le grandi immagini di piccole donne che vengono diffuse dai media e prodotte o incentivate dai potenti. 
Ma facciamo in modo, domenica e i giorni seguenti, di non essere sole, facciamo in modo che non sia una partita giocata in casa, tra di noi. Facciamo in modo che gli uomini non si sentano tenuti fuori, e quindi che alla fine sia per loro più facile dire: "eccole, le zitelle invidiose", piuttosto che seguire il nostro passo dicendo "caspita, guarda che donne!".

Costanza Alpina

martedì 23 novembre 2010

Un clic su Amazon!


Caro amici,
oggi è, tutto sommato, un bel giorno:
Amazon, il gigante americano della vendita on-line e della spedizione globale, apre finalmente le porte all'Italia ... 

E quindi, vi chiederete voi?

E quindi: il nostro libretto Niente di personale contro Mara Carfagna. Brevi considerazioni su una soubrette diventata Ministro è da oggi più vicino, più raggiungibile, più a portata di clic!

E' infatti da subito disponibile su Amazon cliccando qui 
(non fatevi ingannare dalla info: Non attualmente disponibile. E' disponibilissimo, ma essendo un editore piccolo i tempi di consegna saranno un po' più lunghi...).

Se volete accorciarli potete rivolgervi direttamente all'editore Discanti 

Insomma, Natale si avvicina, la questione è quanto mai attuale (viste le liti in corso), e ora per giunta ... basta davvero un clic!
Costanza Alpina

sabato 20 novembre 2010

La "sceneggiata" Carfagna

Sono questi i giorni, le ore in cui si sta consumando la "sceneggiata Carfagna".


Al momento pare confermato: la ministra voterà la fiducia al suo governo a metà dicembre e poi girerà i tacchi per andarsene. Dal ministero, dal Parlamento e dal partito.
I motivi, dice, sono tanti: si è sentita lasciata sola, vede intorno a lei troppi nemici e troppi attacchi meschini e volgari, non si riconosce più nel suo partito, e nemmeno Berlusconi pare ormai difenderla. In effetti interpellato a Lisbona dai giornalisti, ammette che la cosa non lo fa troppo penare, e chiude con un gelido "con la signora Carfagna finiamola qui".
E dunque signora Carfagna, come la mettiamo?


Devo dire che tante cose non mi tornano. Agli attacchi volgari e meschini la bella Mara dovrebbe già essere abituata. Proprio lei è stata in un passato non troppo remoto una delle più bersagliate e la sua intera avventura politica è stata costellata da battute, sospetti e insinuazioni.
Ha sempre reagito con il dire: vado avanti. 
Come mai adesso è diverso? Adesso che, poi, gli attacchi non sono nemmeno personali, e quindi, forse, più subdoli e dolorosi, ma "solo" politici. E dico "solo" non in senso riduttivo, ma circoscrivente. Perché ora gli attacchi riguardano la sfera professionale dell'interessata, il suo lavoro, la politica appunto. Semplicemente ci sono altri del suo partito e del suo territorio che la pensano diversamente su certe questioni (rifiuti, alleanze, candidati, tutto praticamente). Non entro nel merito per dire chi ha ragione. Constato solo che c'è una contrapposizione di visioni, sensibilità, strategie, forse interessi. E che cos'è questo se non pura politica?

In tutti questi anni di pubblica visibilità la ministra aveva ripetuto più e più volte che la politica è la grande passione della sua vita (che Berlusconi le ha fatto scoprire). Al contempo appena un mese fa, in un'intervista a La7, aveva  riconosciuto che la politica, per lei, non è totalizzante, è importante ma non a tal punto da occupare tutti gli ambiti dell'esistenza e del proprio essere.
E dunque, cos'è cambiato ora?
Dichiarazioni sgradite, un paio di sgambetti da colleghi (e colleghe, leggi Alessandra Mussolini) di partito, qualche -no- da ingoiare e un premier troppo circondato da problemi e grattacapi da poterla difendere: basta tutto questo per incrinare la grande passione, per causare una arrabbiatura tale da diventare assolutizzante e far perdere la nota moderazione? Basta tutto questo per farle lasciare tutto?


La cose sono fluide, e possono ancora esserci colpi di scena. E' presto anche per fare bilanci.
Mi limito solo a due osservazioni a freddo. La prima è che, se davvero la Carfagna porterà a termine il suo intento, non mi stupirei se dal giorno dopo diventasse l'eroina della sinistra, un simbolo di moralità politica sostenuto dagli stessi che l'avevano demonizzata, la paladina della buone coscienze e della serietà intellettuale, un modello di purezza che tanto piace ai sognatori d'opposizione. Sarebbe il peggiore dei trasformismi, non tanto per lei, che saprebbe certamente destreggiarsi, ma per ciò che rimane di un'opposizione allo sbando.

La seconda considerazione è una constatazione. In pochi avremmo immaginato che uno dei più fedeli, coccolati e avvantaggiati "soldati" del PdL berlusconiano avrebbe dato le dimissioni così di fretta. Ma a ben vedere non c'è da stupirsi troppo. E' solo l'ultima, mediaticamente eclatante conferma che Mara Carfagna non è un politico. Certo, è stata eletta, le sono state attribuite responsabilità di alto livello, ha preso molte preferenze nelle ultime elezioni regionali, ci rappresenta all'ONU e siede al tavolo dei bottoni del Paese.
Ma non è un politico.
Perché lei la politica l'ha conosciuta solo dall'alto, con un protettore potente, anzi onnipotente all'interno del suo partito, che l'ha scelta, voluta, posizionata; con consiglieri avveduti (Bocchino in primis) che le hanno aperto le strade e pianificato le strategie; con il luccicchio di un'autorità che le è stata regalata dall'oggi al domani, senza un perché.


La politica, Mara Carfagna, fin'ora l'ha conosciuta nel suo lato più appetibile: fatto di visibilità, rituali, etichette, potere.


Un potere tutto suo, in cui lei era la pupilla del capo e gli altri degli altri qualsiasi, lei era il Ministro e gli altri degli interlocutori, dei sottoposti, dei normali eletti o elettori, lei era quella che decideva e gli altri quelli che seguivano o si adattavano.


Forse questa è stata la prima, vera questione politica che è stata chiamata ad affrontare. Con nemici veri e tosti, su questioni di grande rilievo in cui si toccano interessi grossi (i rifiuti in Campania, avete presente?).


E lei cosa fa? Si dimette perché le sue richieste non sono state accolte.
Noi glielo avevamo già garbatamente suggerito nel nostro libretto quanto mai attuale: questa è la politica, bellezza.
Ora ci permettiamo ricordarglielo con una sfumatura diversa, perché nel frattempo anche noi, un pochino, a Mara ci siamo affezionati: benvenuta, bellezza, nel mondo fuori dal set.
Costanza Alpina

lunedì 18 ottobre 2010

Niente di personale? No, niente.

E' proprio così. La matematica è un'opinione. E il buon senso anche. 
Forse sarebbe stato troppo elementare, vista l'assonanza dei titoli. O troppo giornalisticamente riuscito.


E la cosa più anomala è che perfino alcuni dei temi sono stati sfiorati: i "malumori", così li chiama la Ministra, suscitati dalla sua nomina, anzi dalle sue "nomine" (prima parlamentare, ammette, poi ministeriale); l'esempio che ne consegue per le giovani generazioni, i dubbi sulla selezione della classe dirigente, il ruolo delle donne nei media e in politica. 
Lo spunto per porre alla Ministra qualche riflessione è stato fornito da una citazione del giornalista d'assalto Filippo Facci, che il conduttore Piroso ha chiarificato con un esempio che sembrava tratto dal nostro libro (pp. 46-47).


Materiale, insomma, ce n'era in abbondanza per una citazione, un richiamo, una slide. Eppure niente. 
Non che sia una sorpresa. Le nostre piccole dimensioni non consentono di essere utili a nessuno, se non al buon senso.
La sorpresa è che questa volta sembra si sia trattato più un limite del giornalista e della sua redazione, che della Ministra. La quale sollecitata su certi temi, che erano molto affini, appunto, a quelli del libro, la bella Mara sorridente nonostante l'acne, ci ha dato ragione! Ha detto di aver condiviso i "malumori", i sospetti, le critiche dei suoi inizi politici. E che anche lei si è interrogata (questa è una sorpresa, un vero scoop!).


Poi certo, ha dato la sua versione dei fatti e del seguito di quei fatti, una versione, manco a dirlo, politically (e berluscony) correct.


Però, pur senza saperlo (o sapendolo benissimo?!) ha ... "sdoganato" il nostro libro e i perché che lo hanno fatto nascere.
Ci sorge il dubbio che forse il Piroso no, ma Mara sì: abbia letto. E apprezzato.
Non che ne avessimo bisogno, ma certo è una ragione in più per convincersi dell'opportunità di averlo scritto, quel piccolo libro, e della validità delle considerazioni lì contenute. Nonostante le versione di Mara, e nonostante l'omertà, o semplicemente la disattenzione, dei giornalisti.
Costanza Alpina

domenica 17 ottobre 2010

Niente di personale ...


Profetico.
Stasera alle 21.30 andrà in onda su La7 una puntata del programma del giornalista Antonello Piroso: approfondimenti, stacchi musicali, scenette video e interviste. 
Il programma si intitola, guarda un po', "Niente di personale".
E chi sarà l'ospite di stasera? Ma pensa, il ministro Carfagna. 
Se due più due fa quattro, sarebbe quantomeno naturale che nel corso dell'intervista venisse fatta una citazione o un riferimento al libro, unico nel suo genere, che ha come protagonista proprio il ministro Carfagna, e il cui titolo suona quantomeno profetico, almeno per la trasmissione di Piroso: "Niente di personale contro Mara Carfagna".
Sarebbe una (semi)novità nel panorama giornalistico e televisivo nostrano, sempre molto attento a non urtare certi equilibri "suggeriti" dall'alto, e sarebbe anche un atto di coraggio del giornalista e della testata, che si proclama a tamburo battente indipendente.
Dopo l'offensiva campagna scatenatasi intorno alla sua nomina ministeriale, nessuno infatti ha più osato parlare. Tutto è stato archiviato e dimenticato. Intorno alla Ministra una cortina di silenzio, o di elogio, e basta. Benché molte domande e spunti di riflessione restino aperti. Quegli stessi spunti che il libro suggerisce.


Staremo a vedere.
Consapevoli che nel rapporto media-politica anche la matematica, spesso, E' un'opinione. Soprattutto in Italia, di questi tempi. Soprattutto quando la protagonista è lei, la nostra bella Mara, pupilla -- è il caso di dire -- dei "poteri forti".
Costanza Alpina 

giovedì 22 luglio 2010

Venditrice di fumo

E' andata a raccontare a mezzo mondo che grazie a lei e alle sue leggi gli stupratori e i sospetti tali andranno diritti in carcere, senza attenutanti e temporeggiamenti, senza "se" e senza "ma"... Poi è arrivata la Consulta e ha sentenziato che non è possibile decidere il carcere a tavolino per i sospettati: perché uno ha la tutela del dubbio finché non è riconosciuto colpevole in via definitiva; perché un reato sessuale, per quanto odioso, non è un reato di mafia; perché al giudice deve essere riconosciuta la facoltà di individuare, di volta in volta e a seconda dei casi individuali, misure alternative; perché una cosa è la misura cautelare e altra cosa è la pena ...
Insomma, Mara Carfagna è stata fregata e i suoi provvedimenti hanno ricevuto un duro colpo.
Poi certo, la discussione e revisione dei regolamenti fa parte della dialettica democratica, e anche le ragioni della Consulta, se necessario, vanno fatte rientrare in questa dialettica. Però a ben vedere la Consulta si appella a quei principi che la maggioranza di cui la Carfagna si onora di far parte difende come prioritari in altri ambiti e in altri contesti. Il caso intercettazioni ad esempio, dove si afferma il diritto alla privacy come assoluto (meno assoluta è la libertà di stampa, Berlusconi dixit), o in merito al rapporto con stampa e magistratura. L'antifona è sempre la stessa: occorre salvaguardare i diritti degli indagati, sospettati e via dicendo fino al giudizio definitivo. 
Un criminale sessuale è schifoso. Ma in uno stato di diritto deve avere anche lui le sue garanzie. La Ministra dovrebbe saperlo, e prima di fare proclami  dovrebbe accertarsi che le sue leggi siano davvero applicabili, o almeno avviare gli iter necessari perché lo diventino.
Altrimenti è anche lei una venditrice di fumo e false promesse a chi a già subito un torto irreparabile.
Costanza Alpina

martedì 6 luglio 2010

versatilità

Non c'è dubbio che rispetto alle presunte ballerine brasiliane che hanno allietato la festa del Premier, lei non si nota, o quasi. E se si nota, non sfigura. Carina, bionda, composta. Le foto che hanno fatto il giro del mondo la ritraggono in un castigato completino bianco, e dal sorriso un po' tirato si capisce anche una leggera emozione. Giustificata. Essere al seguito del premier a un consesso internazionale con i grandi del mondo....

Lei, attiva nei comitati elettorali della Polverini, aveva chiesto a lui di fare un'esperienza internazionale. Voilà, subito accontentata. Perché ha i titoli, spiega. E di fronte al clamore mediatico della sua comparsa, lei dignitosamente ma con un velo di irritazione, fa notare che altro che velina! Lei parla tre lingue.
Ma che strana coincidenza. La Carfagna, che ha fatto scuola, spesso, quando le si ricordava il passato, faceva notare che altro che soubrette! Lei sa suonare il pianoforte. Quando si dice, la versatilità...
Costanza Alpina

giovedì 1 aprile 2010

L'Agnese a-mara

Maria Luisa Agnese è abituata a scrivere di novelle gossipare. Forse era meglio che continuasse lì invece che coltivare velleità di analista politico infarcendo le sue storie di banalità e luoghi comuni. Il suo odierno articolo sulla terza vita di Mara Carfagna, da soubrette a più votata d'Italia, è uno di quei casi. Mara, dice l'Agnese, ha riportato un grande successo personale in Campania perché ci ha messo del suo, si è data da fare, ha adottato uno stile e un taglio consoni al ruolo, si è messa a studiare, non si è fatta scoraggiare né intimidire, ha resistito. Insomma se lo merita tutto quel consenso, e anche noi dovremo quasi quasi ringraziarla per aver ribaltato certi canoni estetici e prenderla a modello di tenacia femminile, gongola l'articolista.
La quale si sente informata perché ci informa che Mara si è rivolta per il suo look al parrucchiere delle divette e crede di dimostrarsi colta perché usa paroloni da manuale filosofico. Si dimentica però di far notare quello che davvero c'è dietro la "fenomenologia di Mara Carfagna": il senso del pubblico e il fiuto per il potere mediatico. Il tutto ovviamente targato Berlusconi, che ha trovato non a caso in Mara la sua pupilla. Perché sapete che cosa dimostra il successo di consensi di Mara a Napoli e dintorni?: che l'intuizione del Silvio nazionale era giusta, il pubblico vuole distrarsi e sognare, vuole belle immagini e sorrisi rassicuranti, e noi glieli diamo.


Non siamo per nulla sorpresi del successo di Mara, anzi ce lo aspettavamo. E' solo la conferma di ciò che fin da subito avevamo intuito: che la politica diventa sempre più uno spettacolo, una passerella di belle forme, il supermercato dell'apparenza. E poi certo, Silvio non è uno stolto e Mara nemmeno, entrambi non amano le brutte figure (non si addicono all'estetica) e sanno quindi che la celebrità richiede impegno. Dopotutto anche le modelle se vogliono rimanere sulla cresta dell'onda a lungo devono sottoporsi a impegni e sacrifici.
Ora Mara ha avuto la sua consacrazione dal basso, o almeno così andrà a dire. E vorrà spenderla per la sua carriera politica futura, con o senza Berlusconi. Non c'è nulla di nuovo, tutto era già prevedibile. Solo la Maria Agnese non se ne era accorta. Forse era troppo assorta a commentare le sue novelle di gossip televisivo. Ma anche lei si adatta ai nuovi tempi, e senza pudori né imbarazzi passa dai retroscena televisivi alle passerelle della politica. 
Il ministro, dopotutto, insegna.
Costanza Alpina  

venerdì 12 febbraio 2010

A scuola di sorprese

Rimaniamo convinti che Mara Carfagna sia il simbolo della nuova politica italiana: più che gradevole all'aspetto, a suo agio di fronte alle telecamere, impeccabile nello stile sartoriale, spigliata e semplice nella parlantina, devota al capo.
La politica italiana, tuttavia, scoppietta di sorprese. 
Era stata una sopresa Luxuria, transessuale dichiarato, quando era stata candidata al Parlamento.
Aveva suscitato scalpore e beceri entusiasmi quando, appena lasciato lo scranno parlamentare, aveva partecipato al reality più popolare d'Italia, vincendo addirittura la competizione di sopravvivenza. A conferma che la nuova regola della politica nostrana è la fluida interscambiabilità tra immagine televisiva e ruolo politico. 
La sorpresa si fa però doppia quando si viene a sapere che Luxuria sembra si stia incamminando su una insospettata via di Damasco: da un lato si fa ritrarre in visita ai santuari della Madonna, dall'altro esprime apprezzamento verso quelli che erano i suoi avversari a Montecitorio. Adesso dice addirittura di sperare nella "nuova destra liberale" che sta nascendo e si lancia in un pronostico che ha l'aria di un'offerta: se la Carfagna le chiedesse di collaborare, come tra l'altro è già successo, lo rifarebbe volentieri.
Intervistata ormai mesi fa alle Invasioni Barbariche la Carfagna dichiarò che un comunista sarebbe riuscito a convertirlo. La cronaca sembra darle ragione.
Prepariamoci dunque a sodalizi sorridenti tra la sinistra trasformista in nome del progresso e la destra popolar-edonista in nome dell'immagine.  
Visto? Lo dicevamo noi che la Carfagna fa scuola.
Costanza Alpina

venerdì 18 dicembre 2009

L'assente

Questa proprio non l'ho capita.
Lo so bene che non è una priorità, soprattutto di questi tempi. Ma mettiamola così, è una curiosità.
"Panorama" di questa settimana dedica un servizio allo "sdoganamento" della bellezza e del fascino dell'estetica femminile in tanti mondi, soprattutto in quello della politica.  La tesi è che essere bella e seducente non è più un difetto e un limite ma anzi un vantaggio utilizzato come arma di seduzione e di attrazione del consenso.
Gli esempi darebbero tanti: dalla prima first lady nera d'America a Hillary Clinton, dal premier ucraino a quello argentino, dall'icona femminile della destra repubblicana Sarah Palin a quella socialista . Sulla versione online dell'articolo il lettore è poi invitato a dare un suo giudizio sulle donne politicamente più affidabili. Citate tra le opzioni anche le italiane Finocchiaro, Prestigiacomo, Melandri.
Ma è qui che qualcosa non torna.
Perchè guarda guarda, chi manca dalle opzioni di scelta? Proprio lei, la donna politica italiana certamente più chiacchierata e più in vista (per bellezza s'intende), molto più di una Prestigiacomo che brutta non è ma non si vede mai. Ossia, l'avrete già capito, Mara Carfagna.
Ora, potrebbe anche andare bene così. Solo che al contempo proprio alla Carfagna è quasi dedicato un servizio fotografico, con tanto di primo piano e poi varie pose da politico impegnato e concentrato. Mentre, esclusa una-foto-una della Finocchiaro, le altre italiane non figurano.
Perchè dunque si cede all'immagine ma si vieta il giudizio?
E' una svista, una dimenticanza?  Mi viene quasi da pensare che la Carfagna non sia nemmeno contemplata tra le donne politiche affidabili. Forse. Oppure che sia solo un modo un po' goffo per sottrarla al confronto, risparmiandole qualsiasi dispiacere proprio nella settimana del suo compleanno?
Costanza Alpina

martedì 8 dicembre 2009

Romagna

"Romagna mia, Romagna in fiore..."
A dire il vero di fiori non ce n'erano, c'era piuttosto nebbia e umido. Il calore era piuttosto nelle persone, nei colori caldi del legno della biblioteca di Massa Lombarda, negli aromi del Sangiovese.
La presentazione è andata bene e la discussione è stata viva e interessante.
Ringrazio il mio editore, Discanti, nella persona di Michele Antonellini, per l'ospitalità.
Ringrazio il pubblico intervenuto. Soprattutto ringrazio Paolo Brera e Tahar Lamri per le parole di apprezzamento, per le loro domande e i commenti al libro, per la piacevolezza della conversazione.
Alla fine devo quasi quasi ringraziare anche la ministra Carfagna per avermi dato indirettamente, tramite il mio libro su di lei, l'opportunità di vivere un'esperienza e un'avventura umana piacevole, formativa e arricchente. 
Costanza Alpina

giovedì 3 dicembre 2009

Gita a Massa Lombarda

Cari amici e lettori,
sono in partenza!
Domenica pomeriggio, ore 18.30, presenterò il mio libretto "Niente di personale contro Mara Carfagna" a Massa Lombarda (RA), nell'ambito della festa annuale del mio editore (Discanti), che dura una settimana e coinvolge varie località della zona.
Se siete nei paraggi...
Costanza Alpina

mercoledì 2 dicembre 2009

Albi

Arriva l'albo di baby sitter e badanti, che dovrà assicurare la professionalità e le credenziali delle operatrici.
Lo hanno annunciato ieri i ministri Sacconi e Carfagna, insieme alla misure di supporto al lavoro femminile.
Durante la conferenza stampa Sacconi ha insistito sull'importanza della preparazione e della formazione, come condizioni di sviluppo e impiego professionale. Questo significa per lui realizzare il "diritto del post moderno" (wow, che paroloni ministro!), ossia il diritto a conoscere e sapere.
Altro che post moderno. Siamo già nella post politica. Perchè allora non costituire anche un albo per i Ministri, così da mettere fine all'improvvisazione dei dilettanti e garantire una soglia minima di competenze?
Magari anche la Carfagna post soubrette sarebbe d'accordo.
Costanza Alpina

lunedì 12 ottobre 2009

Pesi e misure

Un'osservazione sorge spontanea.
Oggi è giunta la notizia che una ragazza di 23 anni della provincia di Ancona è stata ferita dal padre, tentando di ucciderla, perchè non condivideva il fatto che la figlia uscisse con un albanese.
Torna alla mente il caso raccapricciante e triste di Sanaa, la ragazza marocchina di Pordenone uccisa un mese fa dal padre perchè avversava la relazione della giovane con un italiano di religione cristiana.
Solo che quella volta ne hanno parlato tutti, questa volta sembra non sia successo niente, un caso come un altro.
Forse la sproporzione delle reazioni si deve al fatto che l'una è andata "solo" in ospedale, mentre l'altra è finita direttamente al cimitero?
Oppure perchè l'episodio di Sanaa permetteva di montare un caso politico e lanciare una crociata contro l'immigrazione, mentre l'altro è solo un caso di degrado italiano?
Egregio Ministro, una dichiarazione?
Costanza Alpina

venerdì 9 ottobre 2009

Solidarietà tra donne

Chi l'avrebbe mai detto.
In questi giorni così concitati e avvilenti per la storia della Repubblica una notizia positiva viene , ma pensa un po', proprio da Mara Carfagna.
A riprova di non avercela con lei (ma solo con quello che lei rappresenta, e senza saperlo, oppure sapendolo ma andandone fiera) apprezziamo che ieri, dopo ben 18 mesi dal suo insediamento a Ministro, ha accettato di incontrare i rappresentanti delle associazioni gay, lesbiche e transessuali. E non solo, ma la ministra ha anche annunciato proposte concrete e di buon senso a tutela dell'identità di genere. Se poi andranno in porto, è tutto da vedere. Ma l'intenzione è già qualcosa di positivo.
Lo shoc di trovarsi di fronte a queste persone, che una volta ebbe a definire "costituzionalmente sterili" (!), deve essere stato tale da averle fatto inavvertitamente perdere la coscienza del suo ruolo di responsabile delle Pari Opportunità. Sicuramente solo per questo allora ha dimenticato di esprimere la propria indignazione e porgere la propria doverosa solidarietà alla collega di sesso e professione, Rosy Bindi, per le parole sgradevoli e ingiuriose rivolte in diretta TV dal premier Berlusconi alla vicepresidente in carica della Camera. ("La Bindi è più bella che intelligente").
Costanza Alpina

venerdì 25 settembre 2009

Paradosso Carfagna

Quando l'ho letto pensavo fosse una bufala. Poi le notizie si sono moltiplicate, e ho dovuto constatare che era vero.
A ruota dopo l'atto di querela di Berlusconi contro i quotidiani, anche la sua fedelissima Mara Carfagna cita in giudizio il medesimo quotidiano, Repubblica, per aver riportato frasi e notizie sul suo conto. Notizie non solo recenti, ma anche risalenti a eventi passati da un anno. Caspita, ce n'è voluto di tempo per decidersi. Che abbia aiutato il precedente di Berlusconi? Perchè dopo che l'ha fatto il suo capo anche lei si sente in dovere e in diritto di? L'atto della ex-soubrette sa di livore accumulato, imputridito, a cui ora si dà sfogo perchè ci si sente forti. Forti solo perchè si è la protetta del forte di turno.
Se poi l'atto in sè lascia perplessi, le motivazioni date dall'avvocato, che interpreta, ovvio, l'opinione della ministra, sono quantomeno assurde. Dunque, il sopraddetto quotidiano sarebbe reo di aver dato notizie (notizie con linguaggio colorito che alludevano ad attività, diciamo, intime, intercorse tra la non ancora ministra e il suo padre politico e davano a intendere la disponibilità di lei a "concedersi") le quali avrebbero leso "la reputazione e la dignità di un personaggio politico con incarico istituzionale", avrebbe recato "danno" alla stima, al "carisma", alla sua credibilità pubblica e avrebbe avuto effetto negativo "sulla capacità di proselitismo" del ministro. Poichè la Carfagna avrebbe registrato un calo di gradimento nei sondaggi e avrebbe dovuto rinunciare ad alcune interviste e interventi pubblici per non dare eco alle voci. Come se il problema non fosse se i fatti in questione sono veri o meno, e i motivi per cui si fa una carriera stellare in meno di tre anni, e le perplessità che questo suscita. Il problema per la ministra è solo che non si può parlare male di chi occupa ruoli istituzionali per rispetto al ruolo. Ne deduciamo che se fosse per lei l'impunità andrebbe a tutti gli addetti ministeriali, così da tutelare la rispettabilità delle istituzioni. A quel punto, messo il bavaglio alle critiche e ai dubbi, quelle istituzioni possono essere occupate da personaggi dalla credibilità tutta da dimostrare. Che QUESTO fatto, non il parlarne o meno, rechi danno all'Italia e alla dignità degli italiani, chissenefrega. La soubrette a quel punto è ministro, e ci tiene alla parità.
In più il clima di "insulto popolare" generato da quelle notizie avrebbe arrecato un danno fisico alla bella Mara: insonnia, emicranie e perdita di peso. Poverina. Il magnate televisivo forse non le aveva detto che il ricoprire incarichi pubblici non prevede solo gli onori del potere e le riverenze dei sottoposti, ma anche la responsabilità di rendere conto pubblicamente di ciò che si è e di cosa si è fatto.
Dulcis in fundo, la motivazione più paradossale. In virtù dei danni biologici, morali e politici, la Carfagna pretende per sè quel "diritto all'oblio di cui ciascun soggetto pubblico gode". Ora, il diritto all'oblio può avere un senso nel caso dei cittadini che, riconosciuti colpevoli e dopo aver scontato la pena, possono rivendicare che non si parli più pubblicamente delle loro passate magagne. Proprio perchè la pena è stata scontata e il debito con la società è stato saldato. Ma nel caso della Carfagna, dov'è la pena? Quale conto è stato pagato, se non quello che la vede perennemente debitrice a colui al quale deve tutto, la sua posizione attuale e il suo potere? Certo, ci si potrebbe chiedere, dov'è il reato? Peccato che si è fatto di tutto anche solo per poter approfondire il caso e appurare i fatti. Anzi, con questa azione legale la Carfagna vuole vietare anche solo che se ne parli. Come se il fatto di essere ministro la ponesse al di sopra dei sospetti e la scagionasse de facto da ogni responsabilità vera o presunta. Come se la sua autorità priva di autorevolezza fosse motivo sufficiente per bandire il diritto di cronaca.
Non pretendiamo che una ex calendarista sappia che uno dei principi di uno Stato liberale e democratico degno di rispetto prevede la trasparenza dell'operato dei suoi governanti e la facoltà di controllo da parte dei governati (di cui la stampa è uno degli organi basilari), proprio in virtù del ruolo pubblico e di responsabilità dei primi. Non nutriamo la speranza che la miss comprenda che il bavaglio alla stampa da lei auspicato può evitare la diffusione di parole scritte, non dei sospetti. Ci aspetteremmo però che avesse almeno la scaltrezza, che certo non la manca, per evitare di ricoprirsi sua sponte di pena e di ridicolo. E che avesse il buon senso di capire che non è proprio il caso di prendersi così tanto sul serio. E' poi solo l'attuale favorita di Silvio Berlusconi, e Ministro per meriti non suoi.
Su, Mara: pensi davvero che questo basti per guadagnarti il riconoscimento cui il tuo ego tanto aspira?
Costanza Alpina

mercoledì 16 settembre 2009

Dissimulazione e vittimismo

Questa poi!
Mara Carfagna sostiene di essere stata "discriminata perchè giovane e bella". (E infatti è Ministro, alla faccia della discriminazione...!).
Il suo padre-padrone e protettore politico Silvio Berlusconi sostiene e ribadisce di essere stato il miglior capo di governo d'Italia nell'ultimo secolo e mezzo. E a chi gli fa notare i pericoli di una distorsione nell'informazione, vista la sua posizione di premier e imprenditore televisivo, risponde che sono frottole e che al contrario lui è il più bersagliato di tutti e da tutti. Il bello è che lo sostiene in una trasmissione confezionata su misura per lui, con conduttore compiacente e a cui è stata fatta scomparire, come per magia, la concorrenza ("Porta a Porta" del 15.9.09).
Dissimulazione e vittimismo: eccoli gli ingredienti della nostra politica, impastata di malafede, incancrenita dai conflitti di interesse e avvelenata da un sistema televisivo che coltiva l'osceno e l'idiozia.
Sì, è vero, in Italia c'è libertà di espressione: si è liberi di dire tutto ciò che fa comodo al potente di turno o risponda alla logica del potere.
Costanza Alpina

martedì 8 settembre 2009

Certezze

Si è appena concluso il caso Boffo, e nessuno ha capito niente.
Noemi Letizia ha appena rilasciato un'intervista agli inglesi, e nessuno ancora sa quali sono i suoi veri rapporti con Berlusconi.
Patrizia D'Addario sfila a Venezia, e nessuno sa più niente dell'inchiesta sulle escort a Palazzo Grazioli.
Berlusconi fa causa a giornali e giornalisti, ma nessuno sa ancora la verità sul caso (mentre i risvolti tecnico-sessuali saranno al centro della causa in tribunale).
Fini apre sul voto agli immigrati, la Carfagna lo vincola alla realizzazione di una integrazione reale, Berlusconi rifiuta indignato identificando gli immigrati con i clandestini e vedendo nella mossa un disegno malefico con cui la sinistra sogna di conquistare la preminenza elettorale. Insomma, nessuno sa come andrà a finire.
Infine le voci sulla crisi si rincorrono: la crisi è passata, la crisi c'è stata ma è finita, la crisi sembra non ci sia stata, la crisi non è ancora finita e comunque il peggio deve ancora arrivare. Ma quale crisi?
Insomma, in questa giornata settembrina sembrano poche le certezze.
Che Mike Bongiorno è morto (riposi in pace).
Che George Clooney sta davvero con Elisabetta Canalis (amen).
Che le prossime leggi sulle questioni etiche e biopolitiche saranno sempre più restrittive e "filovaticane". Perchè i rapporti con la Chiesa vanno tenuti buoni a ogni costo. Soprattutto ora.(Eterno riposo alla laicità liberale).
Costanza Alpina

martedì 25 agosto 2009

Miracoli salernitani

Prima Mara Carfagna invitata e applaudita dai ciellini di Rimini.
Ora Noemi Letizia incoronata “miglior attrice del futuro” a Valva.
Evidentemente il Salernitano è la zona d’Italia con la maggiore propensione per i miracoli.
Potenza della fede e della devozione femminile.
Costanza Alpina