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venerdì 12 febbraio 2010

A scuola di sorprese

Rimaniamo convinti che Mara Carfagna sia il simbolo della nuova politica italiana: più che gradevole all'aspetto, a suo agio di fronte alle telecamere, impeccabile nello stile sartoriale, spigliata e semplice nella parlantina, devota al capo.
La politica italiana, tuttavia, scoppietta di sorprese. 
Era stata una sopresa Luxuria, transessuale dichiarato, quando era stata candidata al Parlamento.
Aveva suscitato scalpore e beceri entusiasmi quando, appena lasciato lo scranno parlamentare, aveva partecipato al reality più popolare d'Italia, vincendo addirittura la competizione di sopravvivenza. A conferma che la nuova regola della politica nostrana è la fluida interscambiabilità tra immagine televisiva e ruolo politico. 
La sorpresa si fa però doppia quando si viene a sapere che Luxuria sembra si stia incamminando su una insospettata via di Damasco: da un lato si fa ritrarre in visita ai santuari della Madonna, dall'altro esprime apprezzamento verso quelli che erano i suoi avversari a Montecitorio. Adesso dice addirittura di sperare nella "nuova destra liberale" che sta nascendo e si lancia in un pronostico che ha l'aria di un'offerta: se la Carfagna le chiedesse di collaborare, come tra l'altro è già successo, lo rifarebbe volentieri.
Intervistata ormai mesi fa alle Invasioni Barbariche la Carfagna dichiarò che un comunista sarebbe riuscito a convertirlo. La cronaca sembra darle ragione.
Prepariamoci dunque a sodalizi sorridenti tra la sinistra trasformista in nome del progresso e la destra popolar-edonista in nome dell'immagine.  
Visto? Lo dicevamo noi che la Carfagna fa scuola.
Costanza Alpina

martedì 15 dicembre 2009

CAP - Contro Avvelenatori Politici

Sappiamo cos'è successo al nostro primo ministro. Un'aggressione, un'umiliazione, una ferita.
Gli siamo umanamente solidali.
Ma non vorremmo essere spettatori dell'ennesimo scempio.
Dopo lo sfregio al viso di Berlusconi, rischia di essere sfregiato anche quel poco che resta della decenza politica.
Subito dopo il biasimevole accaduto, è iniziato il rimbalzo delle accuse, delle colpevolizzazioni.
(Quasi) Tutti si sono scoperti innocenti e desiderosi di scagliare la prima pietra.
E come sempre accade in questi casi, chi si sente vittima (e per interposta persona oggettivamente lo è) si sente in diritto di fare la voce grossa. Così la statuetta ferrosa impugnata come arma da uno squilibrato è stata prontamente agguantata dai cinici seminatori di zizzania e usata come strumento di ritorsione per martellare l'opposizione, accusata di fomentare l'odio, "cullare terroristi", propagare l'intolleranza.
Tempi oscuri sono stati evocati, e in quel gesto scriteriato si è voluta vedere la sintesi di tutti i dissensi e di tutte le critiche.
Se il Premier giace in un letto d'ospedale, la colpa è diventata di Travaglio e del Fatto, di Di Pietro, di Ezio Mauro e la sua Repubblica, di Santoro e dei magistrati, forse anche della Corte Costituzionale. Ci mancava solo che qualcuno tirasse in ballo anche Fini e Napolitano.
Lo scontro politico, è vero, ha raggiunto toni eccessivi ed esasperati. Ma non è forse esente da colpe chi negli anni, ebbro di potere e di narcisismo, ha preteso di plasmare a propria immagine la politica italiana; chi nei comizi è arrivato a dare del "coglione" a chi votava dall'altra parte; chi ha assunto con leggerezza e spavalderia atteggiamenti di spregio per tutto ciò che si oppone al suo volere e tratta le istituzioni alternativamente come prolungamento del proprio salotto domestico o come un impiccio antiquato. Senza citare poi le sconcerie verbali dei padani, le esagerazioni di certi ministri, le intemperanze di certi parlamentari, il misto di pattume e intimidazione brandito da taluni giornalisti.   
Non vogliamo cedere al gioco dei ricatti incrociati, ma solo ricordare che davvero non ci può essere posto per vittimismi e strumentalizzazioni a proprio vantaggio.
Si facciano i convalescenti feriti, non i martiri.
Il rischio però purtroppo c'è. Se non subito, quando l'occasione sarà ghiotta e propizia.
E allora siamo vigili.
Alla campagna del complotto e dell'assedio, delle colpe e del manicheismo che avvelena la politica italiana, bisogna dire NO.
Non ci stiamo a vedere assimilata la cultura democratica della contestazione e dell'opposizione al gesto di violenza di un singolo (per di più psicolabile). Ci ribelliamo alla cattiva coscienza di chi volutamente oscura la differenza tra la dialettica politica e l'estremismo isolato di un folle, per quanto raccapricciante e biasimevole.
Penso sia doveroso raccogliere l'appello risoluto del nostro Capo di Stato che invita alla condivisione delle responsabilità e dei doveri e ammonisce dal cedere all'infantile tentazione di darsi la colpa a vicenda.
Soprattutto Napolitano ricorda con fermezza la necessità in democrazia di "non vedere complotti dove ci sono dissensi" e reati dove ci sono ruoli.
Nello spirito di questo invito, che racchiude il valore non trattabile della democrazia, ho dato vita a un gruppo su facebook: CAP - Contro Avvelenatori Politici. O, se preferite, Contro gli Avvelenatori della Politica.
Invito a partecipare tutti coloro che condannano l'aggressione brutale a Silvio Berlusconi ma al contempo non possono tollerare che essa venga volgarmente utilizzata per azzittire il dissenso, evocata come precedente per mettere a tacere ogni opposizione non violenta e quindi pienamente legittima, magari trasformata in un'emergenza con il solo intento di dare finalmente un motivo al reato di lesa maestà.
L'Italia non ha bisogno di martiri nè di esuli, nè di sovrani nè di sudditi.
Solo di cittadini che abbiano a cuore la responsabilità dei valori comuni.
Costanza Alpina

martedì 14 luglio 2009

Comico PD

Beppe Grillo annuncia di volersi candidare alla segreteria del PD.
Un colpo da maestro.
Perchè mette a nudo le debolezze, le contraddizioni volentieri negate, le lacune del partito-non partito.
Spiace dover riconoscere, per di più in tempi di strapotere berlusconiano, che il PD fa sempre più ridere, anche senza nuovi comici.
Costanza Alpina

mercoledì 3 dicembre 2008

Iva Sky

Tutti ormai lo sanno, l'Iva a Sky è stata raddoppiata e portata al livello del 20%. Non entro nel merito della vicenda: non ho gli strumenti, le conoscenze, le competenze per giudicare.
A dire il vero non so nemmeno di avere una televisione in casa. Vivo come se non esistesse, e mi sento benissimo.
Capisco l'azienda Sky che, per usare un eufemismo, non è contenta.
Capisco le famiglie che saranno colpite dall'aumento, e anche loro non saranno contente.
Non penso che sia contento Berlusconi per aver fatto uno sgambetto al concorrente delle sue aziende. Checchè tutti ne dicano, ritengo che questa volta il conflitto di interessi non c'entri.
Ma soprattutto penso che nessuno di noi possa dirsi contento perchè il capo dell'opposizione, nel tentativo di attaccare la decisione governativa, si lanci a difendere i diritti dei tifosi. Orbene, avranno anche loro i loro bei diritti, ma in tempi di crisi economica, sociale e solidale le loro non mi sembrano delle priorità. O davvero siamo nella repubblica del panem et circenses?
Nella dialettica democratica può anche essere giusto contestare a tutti i costi, soprattutto contro una tale maggioranza al governo.
Ma per il bene suo e nostro sarebbe bene che l'attuale opposizione dicesse, non dico qualcosa di sinistra, ma almeno qualcosa di serio.
Costanza.

giovedì 27 novembre 2008